L’ As.Me.V. Calabria è una Onlus che ha in atto una serie di progetti, sia sul territorio Nazionale che in Eritrea.

In Calabria, in collaborazione con l’Associazione Auser, forniamo assistenza medica specialistica, su base volontaria, a persone indigenti ed in modo particolare a pazienti extracomunitari, soprattutto presso i Centri di accoglienza del Tirreno cosentino. Questo progetto, che si chiama “Sanitamica”, prevede la partecipazione di Medici specialisti, nelle diverse branche, che donano una parte del loro tempo gratuitamente, in genere una o due ore alla settimana, in favore di questi soggetti, presso i propri studi professionali.

In Eritrea, ad Asmara in particolare, abbiamo realizzato, grazie al progetto “Un rene per la vita” due Centri di dialisi, presso gli Ospedali Orotta e Sembel. L’idea nacque da una specifica richiesta fatta dell’allora Ministro della Salute Saleh Meky, ad un’altra Associazione di Medici, esperti in Chirurgia plastica e ricostruttiva, che operava ad Asmara dalla fine degli anni novanta. La nostra presenza ad Asmara data dal 2005 con una prima missione esplorativa che condusse, considerata la presenza di un moderno Ospedale, l’Orotta, ad abbracciare il progetto. I due anni successivi sono stati impiegati per la ricerca dei fondi necessari, ottenuti per lo più con iniziative benefiche o con donazioni da parte di Aziende del settore. Ritornati in Eritrea nel Gennaio 2008 abbiamo realizzato il primo centro, con due soli posti Dialisi ed iniziato l’addestramento del personale. Il 21 gennaio 2008 è per noi una data storica, se consideriamo che venne realizzata, su un bambino di undici anni, con insufficienza renale acuta, la prima dialisi nel Paese.

Nel 2008 si sono succeduti a partire da Giugno una serie di Nefrologi che hanno associato all’attività clinica, quella formativa, anche con lezioni teoriche presso  la locale Suola Medica.

Già alla fine dell’anno e soprattutto dal 2009, il Centro funzionava con personale eritreo sia  medico che infermieristico.

Nel 2010 le richieste crescenti da parte dei pazienti hanno indotto il Ministero della Salute a chiederci un ulteriore sforzo per l’ampliamento sostanziale del Centro dell’Orotta, che veniva da noi trasformato completamente passando da due a otto posti rene.

Nel corso di questi  anni abbiamo assistito ad una “trasformazione culturale” da parte delle autorità sanitarie, ovvero il graduale passaggio dall’idea di una Dialisi esclusivamente dedicata a pazienti con Insufficienza renale acuta, per lo più giovani, ai quali dedicare risorse limitate, soprattutto nel tempo, a quella di un Servizio destinato alla sopravvivenza nel tempo di pazienti affetti da una patologia degenerativa cronica, l’Insufficienza renale, rivolto prevalentemente ad anziani, come avviene prevalentemente in Occidente e come avverrà sempre più in un Paese che superando progressivamente la grande mortalità delle patologie acute infettive si dovrà confrontare sempre più con quelle degenerative.

L’insufficienza renale cronica e la sua terapia ne costituiscono un aspetto importante. L’averlo fatto diventare una acquisizione culturale è per noi motivo di grande soddisfazione.

In tempi più recenti, Giugno 2014, abbiamo realizzato un nuovo Centro, con sette posti dialisi, presso il Sembel, per venire incontro alle nuove ulteriori richieste terapeutiche. Dopo i primi difficili anni,  sia per difficoltà di formazione, sia per problematiche economiche, ove si consideri che la dialisi è una terapia “costosa”, ormai da diversi anni il Centro dell’Orotta ed adesso quello del Sembel, funzionano con personale del posto e vengono regolarmente riforniti di materiali di consumo acquistati dal Ministero della Salute. Il nuovo Ministro, la signora Amina Nurhussien, è una accesa sostenitrice del progetto ed ha particolarmente insistito per l’apertura del secondo Centro.

E’ doveroso aggiungere che entrambi i Centri sono stati realizzati secondo standard europei, anzi italiani, certamente tra i migliori al mondo e che contano circa trenta reni artificiali (considerati quelli di riserva) in gran parte donati dall’Azienda Fresenius, leader mondiale nel settore. Attualmente continuano le nostre visite ai Centri, con finalità prevalentemente formative in modo particolare con attività rivolte al personale tecnico, indispensabile per il funzionamento. Inoltre tra i nostri obiettivi c’è quello di introdurre  in Eritrea l’utilizzo di farmaci, in particolare l’Eritropoietina, di uso comune in Italia, volto a migliorare in misura assai considerevole la qualità della vita dei pazienti dializzati.

Recentemente abbiamo avviato, su richiesta delle autorità sanitarie, un nuovo progetto, denominato “Non perdiamoci di vista”, per la chirurgia oculare, in particolare l’intervento di cataratta, patologia assai diffusa ove si consideri l’elevata incidenza del Diabete in Eritrea.

Il progetto della durata di due/tre anni prevede la presenza di un chirurgo oculista per due o tre missioni all’anno, che interverrà sia nell’attività diagnostica che in quella chirurgica assieme al collega eritreo, fino alla sua completa autonomizzazione. L’attività verrà svolta all’interno della Clinica Oculistica di Asmara. In tale progetto saremo affiancati dalla Onlus di Consulcesi, la più grande Associazione di Medici in Italia, già nostra partner. Il protocollo preliminare è già stato approvato dal Ministro della Salute.